Gentile e Cara Maria Fida Moro,
dal suo Editore mi è stato comunicato il suo desiderio che io scriva una nota-prefazione.
Ho letto la lettera di suo figlio Luca, nipote del Presidente,
e ho conosciuto la brutalità dell’ingiustizia che si rinnova e si
consuma ogni giorno.
Mi sono fermato come chi cerca di riprendere fiato.
Poi le prime pagine sue… Quindi ho letto tutto.
E’ una immersione nell’abisso
di un dolore che non può e non vuole
spegnersi mai.
Dentro di me una voce:
– ama i nemici… Ma è mai possibile?
Una figlia rivive la tragedia di suo Padre
a ogni cenno, a ogni scritto, a ogni fatto che lo richiama,
riapre ferite, rinnova sofferenza e solitudine.
Mi fermo vicino a quella morte insanguinata
a quell’amore senza fine, a quel dolore che è tornato,
ma guai se si spegnesse.
Sento di esserne partecipe,
conosco bene cosa è l’amore di una figlia per il padre.
L’unica espressione che mi viene dal profondo
è il silenzio.
Il silenzio che vive quei momenti
e sa cosa è l’amore, la desolazione
la ribellione e la speranza.
Ma non sa, non può, non vuole esprimersi
e tace.
Solo così, penso, che quel sangue, quello strazio,
quel desiderio di morire
è anche mio, almeno può esserlo.
Il silenzio pare accendere una luce,
è l’amore che si fa strada, anzi erompe
tra le macerie della umana povertà.
L’amore, solo l’amore sa accendere
la speranza.
Il Signore è veramente risorto
e Aldo con Lui.
Disse di Lui Paolo VI, Pontefice immenso,
“uomo buono, mite, saggio, innocente
e amico”.
Nessuno mi può imporre di rivivere le mie sofferenze,
le più mie… Nessuno.
Dunque dipende anche da me, da ciascuno di noi.
Ma mi pare impossibile.
Appare discreto, il dolcissimo volto di Colei che
Gesù morente ha donato anche a me come Mamma.
Ora la Speranza ha più luce.
Con affetto
Oscar Luigi Scàlfaro
12 maggio 2009![cover_bandelle[1] cover_bandelle[1]](http://solutione.files.wordpress.com/2009/05/cover_bandelle1.jpg?w=150&h=66)


SE ci fosse luce..



